giovedì, 09 ottobre 2008, ore 15:43

La libertà del cuore
 
Mi sono lasciata scivolare un pensiero…
Eri tu!
Ti ho custodito nel luogo più profondo della mia anima.
Ho tentato di assopirti,  sedarti, addormentarti…
Ma più ti ammansivo, più mi sbranavi.
Divoravi la mia interiorità, volevi emergere dall’anima,
e mordendo con voracità il mio cuore, hai raggiunto la luce.
Irradiato hai visto e udito.
Così hai voluto.
Hai trionfato nell’esuberanza del calore.
Il mio cuore per te era solo mitezza, e non ti accorgevi dell’ardore.
La mia anima per te era solo stordimento, e non ti accorgevi del mio assorbimento.
E così ti lasciai andare.
Era ciò che ambivi…
Peccato non eri più il mio scrigno d’oro…
Eri Libertà e io ero Lacrima.
Mi voltai e ti lasciai respirare al vento.
Ma qualcosa cambiò, lo vidi dai tuoi occhi.
Vibravi nell’aria, ti mancava il coraggio.
Ti spinsi, e ti dissi vai…
Piroettavi nell’immenso sconosciuto, ma abbozzando talvolta titubanza.
Mi chiesi perché…
Ti ripetei di andartene, e così avvenne, strappandomi però un pezzo di cuore.
La ferità si rimarginò, non appena compresi che avevo trattenuto un po’ della tua libertà.
lisac
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lunedì, 10 marzo 2008, ore 09:17

La Ballata degli Amanti
Lascia che io parli al vento di te,
brezza e folata si inebrino del tuo profumo,
e lascino turbamento alla deriva.
 
Lascia che io sfidi tempesta e uragano,
lasciami là, non li temo, non mi graffieranno,
e vinti si arrenderanno all’eco del tuo nome.
 
Lasciami narrare al tepore mattutino l’ardore dei tuoi baci,
lasciami sussurrare la palpitazione, la concitazione, l’impeto…
Così l’aurora, arrossata dalla nostra passione,
darà sfogo al mattino, inebriandoci ai primi raggi di sole.
 
E poi tra i flutti del mare ci uniremo alla danza delle onde,
diverremo unici e indivisibili,
tutt’uno con l’universo.
 
E i nostri sussurri diverranno il canto delle allodole,
e plasmati in un unico essere saremmo perfetti.
 
E poi ci sorprenderà il tramonto e
nel riverbero del mare ascolteremo il nostro palpitare.
 
Ci abbraccerà il manto stellato,
ci coprirà di carezze,
e nel silenzio più avvolgente,
ascolteremo la musica della nostra passione.
 
E solo quando la luna sarà un leggero spicchio nel cielo,
ci abbandoneremo l’uno nella braccia dell’altro,
all’assopimento conturbante del nostro amore…
lisac
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lunedì, 21 gennaio 2008, ore 18:07

Un soffio in una fiammella
Un sospiro ed un soffio lieve lieve, ma limpido, candido…,
su una fiammella…
Per spegnere la magia, e lasciare libero il pensiero.
E poi un sorriso per ciò che è stato.
Forse un rimpianto,
un tocco di malinconia
e un crogiolo d’amore.
 
E in un battito di ciglia il ritorno al presente,
uno sguardo perso nell’aria per assaporare ciò che si sfiora di ora in ora,
e che candidamente diventa già passato.
 
Perché il tempo scivola dalle mani,
si insinua,
si inerpica tra le pieghe della pelle, che lo lascia scappare…e non lo trattiene.
E ciò che era futuro diviene in un istante passato,
e ciò che resta è l’impercettibile pensiero che diviene ricordo,memoria, il fu…
 
E allora sia auspica un futuro,
ipotizzando idee, fatti e volti.
E poi carezze, desideri, e battiti incessanti, rigeneranti…Vitali!
 
Per poi tornate a credere che i turbamenti rimarranno in un limbo di vissuto,
per poi tornare a sperare che la purezza della vita non sovvertirà gli auspici,
per poi tornare a confidare che la bellezza sta nel futuro ipotizzato, idealizzato…
 
Perché la vita è nel domani,
con dolci pensieri e lievi fiammelle ancora da spegnere…
e si torna a sperare, soffio dopo soffio, istante dopo istante…
 
lisac
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mercoledì, 12 settembre 2007, ore 10:37

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Trattenete la mia lacrima,
non lasciatela scivolare…
Vi prego aiuto!
 
Non lasciatemi nel baratro in cui mi vedo precipitare.
Ricordatevi di me,
di ciò che fui,
anche se, poi,  non lo ero!
 
Trattenete la mia lacrima,
permettetemi di vivere ancora sperando in ciò che amo.
Datemi motivo di desiderio,
datemi spunto di brama,
datemi il mio sogno d’amore,
e ripetete tutto all’infinito…
Così come il mio cuore lo grida…
perché è là, che la mia lacrima si fermerà!
lisac
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venerdì, 20 maggio 2005, ore 15:44

Al Nobile Cavaliere!

Oh Nobile Cavaliere portami la primavera!

Fai asciugare queste mie lacrime al sole di maggio e permetti che il suo tepore mi ridoni vitalità. Fammi rialzare e rinascere a nuova vita.

Come un giovane germoglio permettimi di sbocciare e dare frutto.

Donami forza per crescere, e fa che le mie foglie protendano a te in maniera eretta senza deviazione.

Non farmi temere la pioggia, tanto saprò che una tua mano mi costruirà un solido riparo.

Non farmi temere le tenebre, tanto saprò che tu spesso mi sorveglierai.

Fa che la brezza mi solletichi e mi porti sempre nuovi profumi.

Ti chiedo di vegliare su questa terra, da cui attingo il nutrimento. Non permettere che ne manchi.

Permetti che il mio arbusto diventi solido e da quell’esile gemma rinasca una nuova vita.

Permettimi di fiorire e coglimi in tutta la mia interezza e bellezza.

Oh Nobile Cavaliere esaudisci i semplici desideri di chi poi sarà pronto a vivere l’inverno con serenità e attenderà in esso l’abbandono e il congiungimento a te.

Oh Nobile Cavaliere sorveglia questa esile realtà!

 

 

lisac
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martedì, 19 aprile 2005, ore 07:11

VORREI…

Vorrei sapermi muovere con la grazia di una ballerina di danza classica e piroettare fino a rimanere senza fiato.

Vorrei ricevere ogni giorno un mazzo di rose, e rimanere a guardarle fino a quando non appassiscono.

Vorrei saper narrare come il miglior bardo e incantare platee con le mie parole.

Vorrei poter cantare come un’allodola e svegliare con il mio canto il nuovo giorno.

Vorrei saper nuotare come un delfino e solcare i mari fino a toccare l’orizzonte.

Vorrei essere una foglia che ondeggia nell’aria, che si lascia trasportare dal vento fino a trovare il riposo.

Vorrei essere una pensiero felice per ogni persona triste, una lacrima di gioia per chi ne ha già versate tante di amare.

Vorrei essere il silenzio per chi cerca la pace.

Vorrei essere la buona novella per chi attende il conforto.

Vorrei non aver lasciato scappare l’ingenuità di quando ero bambina.

Vorrei aver mantenuto la capacità di stupirmi per la semplicità e la naturalezza delle cose.

Vorrei non aver perso ciò che non trovo.

Vorrei sapere cosa cerco.

 

 

lisac
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giovedì, 07 aprile 2005, ore 23:54

Guardo nei tuoi occhi e leggo l'Amore

ascolto la tua voce e sento l'Amore

tocco le tue mani e sento l'Amore

bacio la tua bocca e sento l'Amore

l'Amore

non un amore

l'Amore

Io, tu, noi....l'Amore

sis3s
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giovedì, 07 aprile 2005, ore 07:19

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E' bella una tale certezza
ma l'incertezza è più bella.

Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?

Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno "scusi" nella ressa?
un "ha sbagliato numero" nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.

Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.

Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all'altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell'infanzia?

Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

(Wislawa Szymborska)

lisac
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