Requiem per un Amore
“Nooo, non puoi lasciarmi! E’ peccato e brucerai all’inferno! E tra mille torture e dilani trascorrerai il resto dell’eternità!”
Avevo oramai sentito tutto questo per l’ennesima volta.
Così mi ammoniva il Pastore, ogni volta che mi decidevo a lasciarlo.
Ma io ero testarda e non demordevo. Ed era in quel momento che abbandonava il suo ruolo di predicatore e impersonava quello dell’angelo vendicatore.
“Ma è per il tuo bene non lo capisci!”
Mi ripeteva e poi mi assestava un colpo nel basso ventre.
“E’ Dio che mi ispira, perché tu possa ritornare nella retta via!”
E quando esausto mi lasciava sola nel mio dolore, io morivo: piano, lentamente e inesorabilmente, per un Dio che a parer suo mi amava.
“Uno dei sette angeli, che avevano le sette coppe, venne a dirmi –Vieni, ti farò vedere il castigo decretato per la grande prostituta…”
Così iniziò il suo sermone Domenica scorsa.
E io mi rodevo mentre mi apprestavo ad essere l’apparente mogliettina perfetta e benvoluta.
“Sì o mio Signore Dio dominatore Universale, hai giudicato con verità e giustizia”
Sputa sentenze immondo, marcirai nel tuo stesso lezzo!
Era l’unico mio pensiero nel vederlo, nel sentirlo, nell’odiarlo…
E alla fine accanto a lui salutavo i fedeli, li ringraziavo e li stimolavo a tornare…
“Tornate, tornate, il Pastore è sempre pronto a ascoltarvi”
Ma in cuor mio, volevo la loro dannazione come quella di chiunque altro.
E poi per ultima mia madre, mi si faceva acconto, e lentamente mi abbracciava e senza guardarmi negli occhi mi sussurrava Coraggio!
Ed ecco mio padre, reo di avermi spinto tra le braccia di un Tiranno, orgoglioso di avermi maritato con un Pastore, mi baciava sulla fronte e mi diceva. “Ringrazia il Signore per il dono che ti ha fatto” e guardando mio marito ammiccava un gesto di compiacimento con la mano…
Morte bastardo, morte, anche a te!
Quanto odiavo la domenica.
E lui continuava a dirmi di quanto si sentiva felice nel giorno del Signore…
E poi odiavo le notti in cui ero costretta a giacere con lui. Odiavo il suo corpo sul mio, il suo peso, il suo fiato.
“Tu hai trovato grazia presso Dio. Avrai un figlio , lo darai alla luce… Egli sarà grande… ed egli regnerà per sempre sul popolo d’Israele”
Ma di questo si sbagliava: come poteva un ventre dilaniato dal dolore creare vita?!
Come poteva nascere dell’amore dall’odio!
E questo non accadde mai, e per ciò in cuor mio, nei fui sempre grata a quel Dio che si degnava di ascoltarmi solo nel non creare altra vita.
E intanto il tempo trascorreva tra i miei dolori i suoi sfoghi, i miei pianti, i suoi sermoni.
Ero mortalmente ferita nello spirito e nella carne.
E per lui ero arida, così come quella terra che fa germogliare solo gramigna.
“Nooo, non puoi lasciarmi! E’ peccato e brucerai all’inferno! E tra mille torture e dilani trascorrerai il resto dell’eternità!”
Avevo oramai sentito tutto questo per l’ennesima volta.
Ma questa volta non avevo più voglia di morire per lui ed il suo Dio.
Rimasi a terra per non so quante ore.
Stingevo i denti e mi aggrappavano a quella voglia di vincere, su di Lui, e sul suo Dio…
E poi ritornò,e smaltita tutta la rabbia e l’irruenza che versava soltanto su di me, mi rivelò quel amore che solo lui era in grado di dimostrare.
“Se qualcuno viene con me e non ama me, non può essere mio discepolo…”
Mi prese in braccio con la delicatezza di un uomo che non avevo mai conosciuto
Il giorno successivo sarei partita…
“Questo popolo, dice il Signore, mi onora a parole ma il suo cuore è molto lontano da me”
Riempì la vasca e mi lavò con la cura di un uomo innamorato.
Ma quanto sarebbe durato?
Non molto, mio odiato amore, non molto!
E dentro di me bramavo avidamente una vita mai provata, e ripensavo amaramente ad un amore mai scoperto.
E auspicavo una pace, quella portata dal lungo sonno…
“Quale casa potrete mai costruire, dice il Signore, o quale sarà il luogo del mio riposo?”
Non compresi… Non avevo voglia di nessun sermone.
Mi asciugo, e mi avvolse in caldo asciugamano.
Mi sollevò e mi portò sul letto.
Mi baciò sulla bocca.
Estrasse la pistola e sparò!
“Dio asciugherà ogni lacrima… la morte non ci sarà più. Non ci sarà più né lutto né pianto né dolore. Il mondo di prima è scomparso per sempre”
“Perfetto, oggi il mio requiem sarà perfetto.
Sentito e coinvolgente!
Trasparirà a pieno il mio profondo amore per te.”
“La tua morte è la mia salvezza.
Sono il servo del Signore, non manco di nulla!”
Uscì da casa per disporre la cerimonia:
“Tutto è compiuto”
E con le ultime forze che mi erano rimaste, guardai verso il cielo…
Mio Dio Mio Dio, perché mi hai abbandonato!
Verso le tre spirai.

... Leggendo qua e là il Vangelo