
Il Gusto dell’Amore
-“Mi chiamo Arthur Frank Tommas Miller.
Ho 48 anni.
Vivo a New Hell
Insegno analisi del comportamento umano all’Università.
Sono uno stimato Luminare.”
-“Bene, Mr. Miller…”
-“Oh… Scusi ma preferirei essere chiamato Professore…”
-“Come desidera, tanto per me non fa alcuna differenza”
-“Grazie per la sua spiccata Gentilezza!”
-“Allora Professor Miller,
Lei è consapevole di trovarsi nel più grande Penitenziario di tutto lo Stato?
E’ consapevole, poi, di essere stato condannato all’ergastolo per i reati di:
Omicidio e Cannibalismo?”
-“Sì, Sì.
Queste sono le mie risposte, anche se queste sono le vostre abominevoli accuse. Alquanto riduttive, oserei dire, che non delineano un quadro dell’individuo, ma che si limitano a esaltarne soltanto le caratteristiche sommarie.”
-“Certo, certo… Ehm dove eravamo rimasti,.. sì ecco…
Allora, le rammento che questo è il riesame del suo caso.
Avviene una volta ogni 10 anni.
Come si dichiara. Visti i dieci anni di reclusione già scontati?”
-“Colpevole, Signore, senza il minimo dubbio!”
-“Benissimo, il suo caso verrà riesaminato tra altri 10 anni!
Così è deciso!”
–“Grazie, e buona giornata!”
-“Gente come Lei, Professore, è meglio resti recluso a vita, ed è un vero peccato che non esista la pena di morte in questo Stato!”
-“Mi scusi, Signore, ma mi stavo avvicinando alla porta è non ho potuto non notare la Sua… come dire, poco piacevole, affermazione.”
-“Certo e sarei disposto a ripeterla all’istante.
Le persone come Lei non mi fanno paura.
E’ solo uno strano scherzo di natura, un intermezzo, un difetto, uno sbaglio, un obbrobrio,… Sig. Professore!”
-“Scusi posso sedermi nuovamente e spiegarle alcune piccole cose…”
-“Sì, guardie, lasciatelo fare…! Visto che ha così tanto da dire… Le preannuncio già che saranno semplici parole al vento, e nulla verrà cambiato da ciò che è stato già deciso”
-“Grazie Signore per la sua disponibilità.
Come vede, ho catene ovunque e non mi è possibile muovermi senza impedimenti. Ma io non mi sono mai sentito libero come ora.
Io vivo in una cella di pochi metri, ma mi sento benissimo, perché la mia anima ha raggiunto la pace dei sensi.
E lei Signore, riesce a dormire sonni tranquilli la notte?
Riesce a trovare il riposo o pure teme per la sua macchina, per la sua villa in montagna, per le corna della moglie, per le lezione di tennis dei figli, per l’acconto dell’iva da versare…?
…
Su mi dica?!”
-“Non stiamo esaminando me, in questo preciso istante!”
-“Perfetto, Lei ha ragione.
Ma mi creda, conosco il comportamento umano, e soltanto guardandola e sentendola parlare seppure per così poco, posso intuire che quanto ho appena esposto è solo una parte delle sue preoccupazione …
E invece io, non le ho mai avute.
Mi piacerebbe tanto che mi chiedesse perché!
Tocca a Lei parlare, Signore!”
-“Mi sta infastidendo… Professore, e rimpiango di non averla rispedita immediatamente nella sua cella a marcire per almeno altri dieci anni.
Comunque mi dica perché lei non ha i problemi che si posso definire di vita quotidiana?
Ma aspetti a rispondermi, Le do io la risposta: Perché forse è pazzo!??, O perché è qui rinchiuso?
E’ forse questa la risposta che voleva darmi.
Ma non penso, visto che non ha il senno per parlare così”
-“No, ed è proprio qui che Lei si sbaglia, e grazie ancora per avermi dato motivo di espormi…
Io ho visto da vicino il piacere e l’ho potuto assaporare.
Io ho toccato con mano la fiducia delle persone.
Sono riuscito ad avere la benevolenza e non solo, mi creda, Signore, delle più affascinanti donne che mi si siano mai avvicinate.
Io le istruivo e loro mi bramavano.
Io le educavo e loro mi imploravano.
Io le erudivo e loro mi ardevano…”
-“No lurido Porco, non era così!”
-“Oh, no, no… Le offese a me non piacciono Signore.
Io Le sto spiegando com’erano i fatti.
Lei non mi ripaghi, con queste scurrili elucubrazione!
Suvvia, la prego!
Allora, Come le stavo dicendo, loro mi amavano e io non potevo non dargli quello che mi chiedevano.
Ma poi, era lì che io trovavo la gloria!”
-“Nello stuprarle, Verme strisciante?!?”
-“Le Chiedo di Non Usare quel tono con ME!
Io, se rivede gli atti d’accusa, non sono colpevole di Violenza Carnale!
Loro mi si sono date spontaneamente, anzi no, volendo essere precisi, Signore, e mi scusi se mi sono alterato, Loro amavano ME.
Io attendevo impaziente il loro appagamento sessuale.
Aspettavo … ... …
Perché poi sarebbe toccato a me!”
-“Maledetto, tu le legavi …”
-“No! Lasci a me il racconto…
La prego non mi tolga questo Piacere.
Le sento ancora vicino a me ansimanti …
Uhh, per me era l’inizio, e purtroppo, povere illuse, per loro la fine…!
Le legavo alla testiera del letto e loro ancora invaghite dall’idea di un gioco erotico, restavano ferme e attendevano le mie mosse.
Mi avvicinavo, le bendavo, e le leccavo…
E loro lì frementi, non sapevano.
Piano iniziavo, con il mio coltello le stuzzicavo…
Piano, piano, fino poi a sentire le loro prima grida…
E così con la delicatezza di un amante, ma con l’abilità di un chirurgo, iniziavo a possederle.
Ed era lì che loro si stancavano.
Ma io avevo dato, ora era il mio turno, dovevo ricevere!
Con lentezza, brandivo il mio coltello e piano, piano percorrevo l’epidermide, fino a trovarne il rosso del sangue. Lei non può comprendere l’appagamento nel vedere quel rigagnolo carminio che prima debolmente, poi con veemenza solca la carne e la intinge di un intenso porpora...
E poi insistevo per vederne l’intricata e affascinate muscolatura.. Ha quanto viene nascosto, Lei non può di certo immaginare…
Ed infine arrivare là, fino agli organi vitali. E poi per ultimo, come apice di piacere, giungere al cuore e guardarlo.
Esultare con lui fino a suoi ultimi battiti.
E poi lontano dal corpo che lo contenne, assaggiarlo per provare l’infinito piacere di possedere tra le mani una vita che fu.
E sentire il tepore di un corpo si appresta a perde l’anima e lasciarla sfiorire in un soffio…
Ah, questo è il segreto. Prendere le emozioni tra le mani.
Ed amare, fino allo sfinimento!
Fino all’ultimo respiro, e poi il silenzio e poi la pace”
-“Porco dannato, tu mi fai schifo!”
-“E Lei invece mi rende triste.
Perché non sa che cosa vuol dire amare.”
-“Certo io non capirò! Ma lei rimane un lurido assassino!”
-“No, Signore io sono un amatore!
E Lei non sa che vuol dire vivere libero!”
-“Io capisco che tra 5 minuti me ne andrò da questo lurido buco e farò di tutto per dimenticare quella sua faccia da verme che si ritrova!
E invece Lei rimarrà qui dentro a consumarsi in una gabbia di pochi metri alla ricerca di un po’ d’aria!
Portatelo via, non voglio più che esca una parole da quella sudicia bocca, finchè io rimarrò in questa stanza”
-“Io però ho amato! E per sempre conoscerò la libertà!”
-“Scusami, Caro Professore, se stento a crederti, ma io ho bisogno di una boccata d’aria…
Mentre tu, da ora io poi, potrai solo immaginarti il profumo della libertà!”
-“Ahhh povero illuso, Solo chi ha assaggiato il vero amore può comprendere… il Suo Gusto!”