
Delitto e Sospiro
“Sulla Seconda Avenue Capo. Alla Villa del Marsigliese.”
“Va bene, dannazione, arrivo!”
“Non c’è fretta Capo. Il morto l’aspetta!”
Un’ altra dannata notte, in cui avrei dovuto lavorare. Ma per fortuna tra un po’ sarebbe finito tutto. Questo era il mio ultimo caso. E poi mi sarei ritirato. Basta con i morti, basta con i bastardi figli di cagna… Me ne sarei andato da qualche parte. Lontano da tutti e da tutto, ma soprattutto senza questa dannata feccia che mi dilaniava l’anima.
Arrivai all’incirca dopo cinque ore dalla morte di quella magnifica donna. Era lì riversa sul pavimento in una posizione composta, quasi naturale. Forse non aveva lottato, forse non aveva minimamente posto resistenza. No, era morta con dignità. Non riuscivo a distogliere lo sguardo, non ce la facevo. E mentre guardavo quel corpo con fare languido, arrivò il marito. Era fuori di sé. Non riusciva a dire altro se non a ripetizione “Margie, Margie…”. Il nome della propria moglie, nonché la vittima.
Quando il coroner ebbe terminato, portò via il cadavere portandosi con sé anche parte dei miei sogni proibiti.
Era una donna per cui valeva la pena perdere la testa.
“Portate immediatamente il marito in centrale. Per quanto ne possa sapere io, è il primo e ultimo indiziato nella mia lista!”
“Sì capo, Tra mezz’ora saremmo là!”
Non potevo credere che la Marsigliese avrebbe fatto quella fine.
Sì, ma se il marito pensa di farla franca se lo può proprio scordare, Che tu sia Maledetto!
Era una delle famiglie più agiate del quartiere, la loro villa spiccava per grandezza e magnificenza. Provenivano dalla lontana Francia, e forse per questo avevano fin da subito faticato ad integrarsi.
Lui, il Marsigliese, era un direttore di banca, plurilaureato, stacanovista e dalle facili crisi di nervi. Non dedicava mai del tempo alla moglie, la quale, si vocifera, spesse volte si annoiasse terribilmente tra le mura domestiche…
“Allora, mi dica Signor Marsigliese, dove si trovava lei tra le 19.00 e le 20.00 di questa sera? Ora probabile del decesso di sua moglie.”
“Come sempre ero nel mio ufficio. Sono solito fermarmi fino a tardi.”
“C’è qualcuno che lo può confermare?”
“Sì! Come al solito esco verso le 20.00. Ora in cui arriva l’agenzia delle pulizie”
“Va bene, ci informeremo”
Feci un cenno di intesa al sergente Peking, che uscì in cerca di risposte.
“… Non temo nulla… Io amavo mia moglie. Chi non poteva farlo. Era adorabile, premurosa… Era un sogno… Io…Io…”!
“Sì, sì…. Mi dica: e pensa che qualcuno avesse qualche interesse di uccidere sua moglie Margie?”
“No. Assolutamente no! E lo, .. lo ribadisco con tutte le mie forze.”
Qualche ora più tardi, quando l’aria nel mio ufficio era divenuta irrespirabile, entrò il sergente Peking.
“Capo, ho il referto del coroner.”
“Parla Peking”
“La signora Marsigliese è morta con un colto alla nuca. E’ stata trovata anche l’arma del delitto. Eccola Capo. E’ la targa di promozione del Sig. Marsigliese.”
“Guarda, guarda… Il cerchio si ristringe, grazie Peking, ottimo lavoro puoi andare”
“Grazie Capo, ma non è tutto! Sono state trovate anche le impronte e combaciano con l’indiziato!”
“Bene, bene! Ha qualcosa da dire in sua discolpa”
“No… non è possibile è un raggiro. Io amavo mia moglie. Io non l’ho uccisa. E poi ho i testimoni.”
“Scusi Capo!”
“Dimmi Peking”
“Mi sono permesso di verificare, e ho chiamato l’agenzia di pulizia. Ieri per una serie di problemi tecnici, hanno pulito la Banca un’ora prima del solito orario. Pertanto, Ispettore Capo, l’intero edificio è stato pulito dalle 19.00 alle 20.00, quindi come d’abitudine il Sig.Marsigliese ha lasciato l’ufficio all’arrivo dell’impresa. Giusto in tempo per uccidere la moglie.”
“Nooooo, Questo è un raggiro! Non potevo uccidere Margie, io l’amavo”
“Le porte elettroniche della banca confermano quanto le ho detto Ispettore capo, in quanto registrano in automatico, per un complicato sistema di sicurezza, tra le altre cose voluto proprio dal Sig. Marsigliese, gli orari di entrata e di uscita di tutti i passanti. Anche le videocamere sostengono la nostra tesi!”
“Basta ho sentito fin troppo!”
“No, mi creda Ispettore Capo”
“La dichiaro in arresto Charles Marsigliese, per uxoricidio. Forza Peking, leggigli i suoi diritti e assicurati che li comprenda. Perché in carcere lui ci marcirà!”
Chiusi la porta senza voltarmi.
Come aveva potuto uccide la più bella donna sulla terra?!
Eccoli lì, quei dannati uomini d’affari. Hanno tutto, forse troppo e sentono il bisogno di diversificare la loro vita. Maledetti! Marcirete tutti all’inferno!
Il giorno seguente andai alla centrale di buon mattino.
Volevo andarmene prima che arrivassero tutti. Ho sempre odiato gli adii.
Prima però mi risedetti sulla mia poltrona a leggere qualche pagina di giornale, come d’abitudine.
“Cristo Santo, non è possibile!”
Il Marsigliese si era tolto la vita nella sua cella. Non aveva retto.
“Meglio, così Satana non ha poi atteso molto il tuo arrivo, che tua sia Dannato!”
Affrettai la raccolta delle mie cose. E poco prima che entrasse Peking, uscii dal mio ufficio.
Appena fuori sentii già che l’aria era migliore. E ne ero sicuro che quel maledetto lavoro non mi sarebbe mancato.
Mi incamminai verso casa, con la mia scatola dei ricordi e una voglia di fumare.
Poco lontano una Porche Carrera mi affianco. Era rossa fiammante, lucida e dannatamente intrigante. Il finestrino si abbassò:
“Scusi, ha da accendere?”
“No mi dispiace, bella signora, ma ho smesso!” Maledetto io e il giorno in cui decisi di farlo.
“Beh, allora accetta un passaggio?”
“Quello sì!”
Entrai, e lei sfrecciò nella strada umida di pioggia.
“Se corre così forte rischiamo di ammazzarci!”
“Mi sa che sono problemi suoi, io sono già morta!”
“Che mi venga un colpo! Margie sei tu?!”
“Sì amore. E senza neppure un livido”
La sua risata risuonò nelle mie orecchie. Ma com’era possibile. Io avevo visto il suo corpo. Io ne ero sicuro. Avevo anche tremendamente sofferto per la sua morte… Io… No, non comprendevo più nulla.
“Ti prego. Fermati ho bisogno di vomitare. “
“No, non siamo ancora al sicuro. Quando saremmo lontani, miglia e miglia. Allora mi fermerò e finalmente consumeremo il nostro ardente amore. Non potevo più dividermi. No, non lo sopportavo più. Ora sarò sola la tua amante...”
“Beh. Allora spiegami. Ma di chi era il cadavere che ho visto riverso a terra… e poi gli orari della porta…. E tuo marito… le impronte… Lui è morto lo sai, si è ammazzato?”
“Lo sapevo che non avrebbe retto. Povero stupito.
Lascia perdere. Dimentica tutto e amami come un tempo.!”
“Più tardi forse, ma ora ho bisogno da capire!”
“Ho sempre sperato che la mia sorella gemella servisse a qualcosa, come pure la mia laurea in elettronica. E poi quella Dannata Targa. Mio marito dopo averla ricevuta me la regalò. Lo sapevo che ne avrei fatto un ottimo uso… Sì… Lo sapevo!”
“Cristo allora hai ucciso tua sorella, la targa l’hai maneggiata con i guanti… Ma sei Diabolica… E gli orari bancari…Le porte hanno la chiusura con il timer… come hai fatto….?!”
“Con internet, qualche password, un marito tremendamente stupido, e un cervello fino… beh so combinare molte cose!”
Ero incredulo per quello che mi stava accadendo. Non comprendevo se la realtà si stesse fondendo con le folli fantasie di quella donna.
Mi veniva da vomitare… Volevo solo svenire!
La dormita era stata liberatoria.
Avevo molto lavoro che mi aspettava. Ma avevo bisogno di quel riposo.
“Buongiorno Margie! Dormito bene?”
Mi stava aspettando in cucina. Il bacon era sul piatto e le uova me le stava servendo.
“Eccoti la colazione Capo del mio cuore”
La guardai mentre si avvicinava e mi baciò passionalmente sulla bocca.
Era una donna per cui valeva la pena perdere la testa.
